la bottega dell'anima

la bottega dell'anima

Mi piace pensare che tutti noi abbiamo delle possibilità che a volte rimangono nell'ombra o non sono sollecitate e queste possibilità avrebbero su di noi effetti di "guarigioni", pensieri che arriverebbero alla nostra mente, materia e spirito come un vero toccasana. Ed allora nasce questa pagina e tutti possono  accedere ed estrarre ciò che sentono risuonare.

Ho pensato per  le persone con problemi cognitivi le si possa ugualmente aiutare in una "guarigione" che porti benessere: i famigliari, i tutori, le amicizie ed i conoscenti di queste persone, specialmente bambini perché loro sono più aperti a queste dinamiche di assorbimento, potrebbero ritrovarsi assieme a loro con l'intenzione che, ogni pratica condivisa in questa pagina ed altre soluzioni che potete conoscere voi, portino sollievo e siano un modo diverso di stare assieme. Per chi non è completamente autonomo immedesimiamoci nella persona, prendiamola  per mano nel silenzio e il loro spirito ci seguirà e ci guiderà...

Le intenzioni di cuore a volte fanno piccoli miracoli, affidiamoci all'Universo e alle persone che ci hanno preceduto nei secoli che hanno lavorato per il benessere dell'umanità. 


Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, detto Paracelsus, o Paracelso (Einsiedeln, 14 novembre 1493 – Salisburgo, 24 settembre 1541), è stato un medico, alchimista e astrologo svizzero 


UN CONSIGLIO DI PARACELSO 

PER GUARIRE L'ANIMA E IL CORPO

QUANDO TI SVEGLI AL MATTINO RIVOLGITI AD ORIENTE, METTI UNA MANO SUL CUORE. MENTRE RESPIRI VISUALIZZA UNA LUCE DORATA CHE ENTRA DALLE NARICI DEL NASO E CONDUCILA FINO AL CUORE.

PRONUNCIA QUESTA FRASE: QUESTA LUCE DIVINA GUARISCE TUTTO CIO' DI CUI HO BISOGNO NEL MIO CORPO, NELLA MIA MENTE, NELLA MIA ANIMA.

MENTRE ESPIRI PRONUNCIA QUESTA FRASE: LIBERO TUTTO CIO' CHE NON MI SERVE PIU', LIBERO I GIUDIZI, LIBERO LE ENERGIE RICEVUTE CHE NON ERANO IN LINEA CON ME.

RIPETERE TUTTO QUESTO PER SETTE VOLTE AL MATTINO E SETTE VOLTE LA SERA PRIMA DI CORICARSI, PER TRE SETTIMANE.

PARACELSO HA GUARITO MOLTE PERSONE IN QUESTO MODO, AFFIDIAMOCI...  


MARCO GUZZI saggista e scrittore, 

Associazione Darsi Pace da lui creata nel 1999

L'ultima lezione

Pubblicato il 3 Aprile 2006 da Marco Guzzi

Non rifiutare l'afa di questo pomeriggio calabrese.
Non rifiutare la tua paura.
Non rifiutare la tua meschinità e il tuo orgoglio,

Il senso pungente della tua inferiorità e la percezione di una superiorità
Che giudica e pone sotto o sopra le persone
In base a scale di giudizio inflessibili e crudeli.
Tu non giudicare il tuo giudizio, non condannarti.

Non rifiutare quell'ombra che odi dentro di te,
Né quell'altra che la odia, non separarti da niente.
Non rifiutare l'amarezza della prima mattina
Né il tuo peccato più frequente.

Lascia che io ti dilati: tu
Contieni, accogli, accetta, risana.
Guarda con dolcezza la tua avidità di bambino defraudato.
Guarda con amore la tua arroganza, la tua chiusura.
Guarda alle tue piccolezze come guarda una madre
Al figlio che agita i pugnetti per respingerla piangendo.

Così amerai il tuo assassino e pregherai per lui.
Guarderai con dolcezza il persecutore, chi ti esclude crudelmente,
Chi ti umiliò e ti sconfisse, senza nemmeno riconoscerti.

Non rifiutare niente. Non giudicare. Non condannarti.
Resta uno, unanime, un'anima indivisa. Resta coerente.
Non resistere al male. Non raddoppiarlo. Fattene madre.
Fattene intermediario, medico.
Fatene carico.
E cura.

Allora la misericordia lo scioglierà nel tuo cuore,
Perché è sempre un rifiuto che alimenta il fuoco distruttivo.
Mentre l'accettazione scioglie il ghiaccio e unge le ferite.

E non rifiutare nemmeno il tuo rifiuto. Non ti accanire.
Giocaci piuttosto, cantagli una canzone, fanne una storia,
E lo vedrai sfumare quanto meno ti ci contrapponi.

Comprendi questa mia lezione? Ti suona? Vuoi questo mio cuore
Che non nega? Vuoi conoscere il mio divino amore?
Vuoi la perfezione?
E' tutta qui, in queste braccia
Comunque aperte, anche se mi uccidi.


Condivido con voi una cosa accaduta nel 2018 tra me e Marco Guzzi: il frate Gherardo Boccabadati mi aveva appena comunicato che c'era la necessità di pubblicare la trilogia CHE CI CREDIATE O NO E' ANDATA COSI'.

Ero emozionata ma allo stesso tempo preoccupata per il grande lavoro che ci sarebbe stato dietro nel reperire i messaggi ricevuti da Fratello Gherardo.

Seguivo da anni Marco Guzzi (non lo chiamo Signore perché direbbe che il Signore lo si trova da un'altra parte), così mi venne il desiderio di "colloquiare" con lui e gli scrissi una mail allegando le prime pagine della trilogia e parlando di Gherardo, di questo frate francescano che avevo canalizzato per tanti anni.

Fu di una carezza unica, gentilissimo, lesse tutto rispondendomi che gli risuonava tutto e che andassi tranquilla e di non aver timore di pubblicare pagine così importanti.

Mi commossi, grazie Marco Guzzi, di cuore.


"Credo": testo della poesia di Simone Cristicchi

Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini.
Nell'odore dei panni stesi e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza sia l'unica rivoluzione.
Credo che la vera gioia sia riuscire a sentirsi parte di un panorama incantevole, pur non essendo altro che un minuscolo granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio sia il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell'asfalto e anche in mezzo a mille difficoltà, lui riesce comunque a farcela.
Credo nelle stelle cadenti, quelle che poi si rialzano e vanno avanti.
Credo nel pesce fuor d'acqua, perché è l'unico che poi si è evoluto.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Pure da trapassato.
Perché la vera sfida è debuttare ogni giorno: tutto il resto è repertorio.
Credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo nell'amore sprecato, buttato via, in chi sa donarsi agli altri senza chiedere niente in cambio e che la parola amore, se la scomponi, diventa tutto il contrario della morte.
Amore, alfa privativo, mors. A-mors, amore, significa "voglio che tu non muoia mai".
Credo che alla fine della nostra vita non ci sarà chiesto quanti soldi abbiamo guadagnato, quante case abbiamo comperato, ma quanta bellezza, quanto amore c'è in più dopo il tuo passaggio sopra questa terra.
Credo che non ci sia peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta la scienza, la cultura e l'intelligenza del mondo non basti, e che a volte bisognerebbe soltanto inchinarsi davanti a questo grande mistero in cui tutti siamo immersi, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto non si ferma, e si trasforma ogni secondo.
E tutto quello che non sappiamo e non capiremo mai, tutto il resto lo chiederemo agli alberi.


UN CREDO CHE FACCIO MIO, Rina